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Assenzio: alla riscoperta della musa verde
di Stefano BianchiHemingway ebbe modo di citarlo nel romanzo Per chi suona la campana, Degas lo dipinse nel quadro L'Absinthe, Zola gli dedicò nel 1877 il libro L'Assommoir, lo scrittore De Musset lo sorbiva abitualmente, così come i poeti maledetti. Non esisteva caffè letterario, nell'Ottocento, che non servisse liquore d'assenzio estratto dall'erba Artemisia. L'Old Absinthe House Bar di New Orleans, ad esempio: frequentato da Oscar Wilde (che dichiarò: "Qual è la differenza tra un bicchiere d’assenzio e un tramonto?") e da Mark Twain. Si racconta che l'assenzio (all'epoca chiamato dagli aficionados La Fée Verte e La Bleue) rendesse euforici stimolando i centri nervosi, e per questo motivo il governo francese ne proibì la vendita nel 1914. Ma da qualche tempo, sfiziosamente, la cosiddetta "musa verde" è tornata alla ribalta: in piccole dosi, fra l'altro, la troviamo in noti aperitivi come i transalpini Ricard e Pernod, e i nostrani (e "vintage") Punt e Mes e Carpano. A Parigi, nel quartiere del Marais, il negozio Vert d’Absinthe (aperto da martedì a domenica, dalle 11 alle 19) propone svariate marche di distillato d'assenzio come Libertine 55° (la bottiglietta da 5 centilitri costa € 4,50), Versinthe Blanche (50 centilitri, € 28), La Muse Verte (70 centilitri, € 37) e Nouvelle Orléans (70 centilitri, € 76). Dopo l'acquisto, per degustarlo al meglio versate 3 centilitri d'assenzio in un bicchierino da liquore; appoggiate un cucchiaino traforato (strumento indispensabile per la preparazione) sul bordo del bicchiere con mezza o un'intera zolletta di zucchero; versate lentamente acqua ghiacciata sullo zucchero che verrà filtrato dal cucchiaino; dopo avere aggiunto al liquore da 3 a 5 volumi d'acqua fresca, rimuovete lo zucchero dal fondo del bicchiere e degustate. Vert d’Absinthe, rue d’Ormesson 11, Parigi tel. 0033-1-42716973
www.vertdabsinthe.com www.franceguide.com www.raileurope.it Foto: Eleonora Tarantino

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